ANIMATORI IN CAMMINO (VERSO SANTIAGO)

04
Ott

Il 25 agosto scorso, undici animatori dell’oratorio “San Guido” sono partiti da Acqui Terme, accompagnati da don Giorgio Santi, in direzione di Saint-Jean-Pied-de-Port (Donibane Garazi, in Basco), nel Sud della Francia, per incamminarsi lungo uno dei sentieri più antichi, famosi e frequentati del mondo: il Cammino di Santiago de Compostela. Il viaggio si è rivelato sin da subito ricco di sorprese: attraversando la fiumana di Pellegrini (e facendoci strada fra il numeroso staff di un inaspettato set cinematografico), abbiamo potuto visitare la prima tappa del nostro lungo percorso, un borgo dove la cultura e la tradizione di due nazioni, la Francia e la Spagna, si uniscono e si fondono con la storia millenaria del Cammino; il cielo grigio non è riuscito a toglierci lo stupore nel vedere così tanti Viandanti tutti riuniti, colmi di speranza. La speranza è stata davvero d’aiuto il giorno seguente, valicando i Pirenei per arrivare a Roncisvalle: si tratta di un dislivello di circa 1400 metri in salita, 600 in discesa, per un totale di 25 chilometri. Fatica a parte, la prima tappa del Cammino ci ha permesso di godere di panorami mozzafiato, di essere nelluogo dove il leggendario Orlando avrebbe perso la vita in battaglia e soprattutto di essere grati una volta arrivati alla Collegiata Reale. Emozionante è stata la messa “del Pellegrino”, officiata in spagnolo, ma con la benedizione ad hoc in varie lingue; non è stato, nei giorni in cui si è svolto il Cammino, l’unico momento di raccoglimento e di preghiera, anzi: varie sono state le occasioni di riflessione spirituale (oltre a una seconda e a una terza messa a Pamplona e a Estella), a partire ovviamente dalle Lodi Mattutine e dai Vespri (spesso il Cammino viene vissuto unicamente come spostamenti fisico, come prova per se stessi; non è sbagliato e non intendo dire ciò, ma penso anche sia fondamentale una componente religiosa per vivere appieno il Pellegrinaggio verso la tomba di San Giacomo). Il ritmo dei nostri passi è sembrato aumentare quando, il giorno dopo, abbiamo intravisto Zubiri: un paesino molto elegante e raccolto. Già in quei giorni eravamo riusciti a stringere “amicizia” con gli altri Pellegrini, che abitualmente incontravamo e che, tra un Buen Camino e un Buon Cammino, se italiani, sono diventati ottimi compagni di viaggio. Il terzo giornodi cammino siamo tornati nella civiltà, e in parte al quotidiano caos delle grandi città: Pamplona.

Oltre agli spettatori della Corrida di San Fermin, amata e raccontata in Fiesta da Ernest Hemingway, le strade di Pamplona si colmano di Viandanti e abitanti: chi è occupato per lavoro, i ragazzi che escono al pomeriggio e i Pellegrini instancabili si mischiano e condividono ognuno un po’ di sé. Una città che non osserva staticamente coloro che passano per le sue vie, li rende partecipi anche solo per un giorno di un organismo vivo, colorato, ricco di tradizione (forse, da questo, alcune località turistiche nel resto d’Europa, e in Italia in particolare, dovrebbero imparare). Il giorno dopo è stata la volta di Puente la Reina, borgo gradevole e intimo, anche se vuoto…forse risentivamo (o risentivo) ancora dell’effetto della viva Pamplona. Caratteristiche sono le sue chiese, che oltre a essere molto antiche, possono vantare due torri dal grande valore artistico earchitettonico. Simile è Estella: molto caratteristica, storica, anche se meno contenuta e, purtroppo, poco viva. Spiccano alcune chiese romaniche, adornate, all’interno, con bellissime decorazioni barocche. Il giorno seguente, abbiamo sostato presso Los Arcos, un bellissimo borgo immerso nelle colline della Spagna del Nord. Il Cammino, in questo tratto, attraversa i campi di grano, estesi nelle campagne tra una cittadina e l’altra, per un totale di 21 chilometri. L’ultima, ahinoi, tappa di questo “inizio” di Cammino è stata Logroño, capoluogo de La Rioja. Una bellissima e, paragonata agli altri paesini, estesa città, gremita di Pellegrini e, per questo, ricolma di vitalità: bellissima è la cattedrale, attorno alla quale sorgono una grande e tipica piazza e la via centrale, costellata di stupendi negozi e vetrine, assolutamente invidiabili. Mercoledì 3 settembre siamo poi saliti su un bus che ci ha portati fino a San Sebastian, località balneare che si affaccia sull’oceano Atlantico (dove ci siamo anche concessi un bagno): vedere di nuovo quanta strada avevamo percorso a piedi, solcata nel giro di poche ore sull’autostrada, ci ha fatto tutti riflettere.

Da San Sebastián siamo poi partiti per Bayonne, dove abbiamo preso il pullman per il viaggio di ritorno, fino a Genova. Quella notte, nel silenzio, tutti ripensavamo a quanto questo viaggio ci avesse dato, quanto tutte le chiese visitate, i paesi vissuti, le persone incontrate ci avessero dato un pezzo di loro…e quanto noi abbiamo dato al Cammino. E forse abbiamo anche cominciato a capire che non è tanto camminare, lo spostamento fisico, a rendere il Pellegrinaggio quel “flusso” che da millenni è vissuto da milioni di persone, ma è la forza d’animo, la tenacia, la meraviglia, la compagnia e lo spirito a renderlo tale; la Speranza, come ci ricorda anche il Giubileo di quest’anno.

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